Parrocchia e Oratorio San Giuseppe, Dalmine (BG)

il sito web della comunità parrocchiale San Giuseppe di Dalmine

Pubblicato il
4 Febbraio 2023
in Storie di fede e Riflessioni

La morte non è mai una soluzione

La Giornata per la vita è stata istituita nel 1978, all’indomani del referendum italiano sull’aborto.

I Vescovi italiani hanno pensato di istituire questa giornata, celebrata la prima domenica di febbraio di ogni anno, per tenere viva la riflessione del popolo italiano e dei cristiani i primo luogo, sulla sacralità e inviolabilità della vita umana.

Ogni anno viene precisata la posizione della Chiesa di fronte al fenomeno sociale dell’aborto. Nel 2022 in Italia sono state notificate 66.413 interruzioni volontarie della gravidanza. È vero che questo numero corrisponde a uno dei tassi più bassi rispetto alle nazioni di tutto il mondo. Tuttavia è un numero altissimo che indica come l’introduzione da oltre 45 anni della legge abortista abbia ormai contribuito a non porsi nemmeno più il problema.

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Pubblicato il
28 Gennaio 2023
in Storie di fede e Riflessioni

Ho alzato la voce e me ne vergogno. Ma …

Nel giro di pochi giorni ho alzato la voce per ben tre volte. Ma alla fine rimane una domanda: perché ci sono in giro persone così sconsiderate?

La prima volta torno a casa dall’Oratorio e decido di fare qualche passo. Giro intorno alla Chiesa mentre prego il rosario. Sono le 22.30. ad un certo momento vedo un giovane che si avvicina alla porta della sagrestia. Un ladro non può essere, sta barcollando. Ho capito subito: è uno che deve svuotare la vescica e si nasconde dietro il muro. Appena lo vedo lo aggredisco spaventandolo. Poi gli dico di non muoversi vado a prendere un secchio con acqua e detersivo e gli dico di pulire. Si rifiuta e lì ho alzato la voce. Avrei anche voluto dargli un calcione nel sedere ma mi sono trattenuto. E poi tu saresti un prete, mi dici e tratti così le persone? Mi sono zittito per evitare il peggio, anche perché ho pensato che fosse l’alcol a farlo sragionare.

La seconda volta ho alzato la voce con alcuni ragazzi incivili che hanno scavalcato il cancello dell’Oratorio. Tecnicamente sarebbe violazione di domicilio. Concretamente è maleducazione. Ovviamente negano, dicono che il cancello era aperto, che loro non centrano niente. Ma come è possibile che mi ritrovi a discutere con ragazzini impertinenti che mi lasciano la palese sensazione che mi prendano in giro? Alzo la voce per riprenderli ma loro continuano a mentire. Anche qui mi sono zittito per evitare il peggio.

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Pubblicato il
21 Gennaio 2023
in Storie di fede e Riflessioni

Antonio il Grande

Nei giorni scorsi abbiamo celebrato la memoria di sant’Antonio Abate il fondatore del monachesimo cristiano. Da subito venne chiamato Antonio il Grande. Visse in Egitto e morì ultracentenario e visse la quasi totalità della sua vita nel deserto, nella solitudine e nella lotta contro le insidie del male.

Segnalo alcuni passaggi colti dalla biografia di sant’Antonio consegnataci da sant’Atanasio.

Come se quelle parole fossero lette proprio per lui. Così viene raccontata la conversione del diciottenne Antonio. Ascolta il Vangelo e non ha nessun dubbio: quella Parola non è stata detta che per me. È proprio questo che fa la differenza. Quante parole evangeliche ascolto… ma è come se non le ascoltassi perché non le sento dette proprio per me.

La memoria finì per sostituire i libri. Trascorreva molto tempo in preghiera, poiché aveva imparato che bisognava ritirarsi e pregare continuamente. Era così attento alla lettura, che non gli sfuggiva nulla di quanto era scritto, ma conservava nell’animo ogni cosa. Imparare le cose lette a memoria o come dicono i francesi, par coeur, significa saperle non a macchinetta, ma custodirle nel profondo di se stessi.

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Pubblicato il
14 Gennaio 2023
in Storie di fede e Riflessioni

In ginocchio davanti a Te

Ormai pochissimi si inginocchiano durante la Messa. Qualcuno ha effettivamente problemi alle articolazioni. Qualcuno non vuole rovinare i pantaloni o le calze… Mettersi in ginocchio pare sia diventato un atteggiamento facoltativo. In realtà nel linguaggio liturgico del corpo ogni atteggiamento diventa rivelativo di ciò che si vive.

Recentemente durante la celebrazione di un funerale ad un certo punto ho temuto. I familiari appena entrati in chiesa si sono seduti e non c’è più stato verso di alzarsi, né alla lettura del Vangelo, né alla Consacrazione, né alle esequie. Ho temuto perché continuavano a rimanere seduti anche quando gli addetti dell’agenzia funebre stavano portando la bara fuori dalla chiesa.

È abbastanza evidente che coloro che non hanno la consuetudine di frequentare le celebrazioni nemmeno possono conoscere i gesti e le posizioni da assumere con il proprio corpo. Pazienza, il Signore vede e provvede.

Diversa invece è la situazione di chi frequenta regolarmente la Messa e non si inginocchia più.

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